| La maggior parte dei nomi è variabile, cioè forma il plurale variando la desinenza | |||||
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femminile | ||||
| Prima declinazione |
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plurale | singolare | plurale | |
| nomi che terminano in a cambiano la desinenza in i se sono maschili in e se sono femminili | problem-a | problem-i | ros-a | ros-e | |
| nomi che terminano in ca e ga formano il plurale in chi e ghi al maschile e in che e ghe al femminile |
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colle-ghi du-chi | pie-ga fati-ca | pie-ghe fati-che | |
| nomi che terminano in cia e gia quando la finale i non è accentata (accento tonico) la perdono nel plurale, quando è accentata la conservano |
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farmacie mar-ce | |||
| Seconda declinazione | |||||
| nomi maschili che terminano in o formano il plurale con la desinenza i |
marm-o
capitell-o |
marm-i
capitell-i |
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| nomi che terminano in io. Con la finale accentata (accento tonico) il plurale finisce in ìi, con la finale non accentata il plurale finisce in i |
viz-io
figl-io |
viz-i
figl-i |
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| nomi che terminano in co e go. Se sono piani il plurale termina con chi e ghi, se sono sdruccioli termina con ci e gi |
ar-co
la-go
parro-co
teolo-go |
ar-chi
la-ghi
parro-ci
teolo-gi |
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| Terza declinazione | |||||
| nomi maschili e femminili che al singolare terminano in e formano il plurale in i |
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giardinier-i | nav-e | nav-i | |
dijous, 6 de desembre del 2012
Singolare e plurale
dimecres, 5 de desembre del 2012
Maschile e femminile
In italiano tutti i
nomi hanno un genere: sono maschili o femminili.
Per le cose il genere è fissato dall’uso, cioè non esiste una regola grammaticale per determinarlo a priori. (es: casa, grano) Per quanto riguarda le persone e gli animali il genere è legato al sesso dell’individuo da denotare. Esempio: gallo/gallina, contadino/contadina,
figlio/figlia.
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Generalmente sono di genere maschile:
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Generalmente sono di genere femminile
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I nomi che terminano in o, ma con numerose eccezioni. Esempio: cavallo, uomo, banco
sono di genere maschile; mano, eco, radio sono di genere femminile.
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I nomi che terminano in a.
Esempio: mamma, tema, banca, casa ecc.
Fanno eccezione: anagramma,
clima, diadema,dogma, dramma, duca, giornalista, monarca, papa,
panorama, patriarca, pianeta, poema, prisma, problema, reuma, sistema,
schema, tema, teorema.
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Alcuni nomi che terminano i e.
Esempio: attore, cuore, fiore
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I nomi dei frutti.
Esempio: mela, pera, ciliegia.
Fanno eccezione: cedro, mandarino, fico, limone, dattero ed altri che indicano sia il frutto che la pianta.
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I nomi dei mesi e dei giorni con l’eccezione della Domenica. Esempio: gennaio, febbraio, marzo, lunedì, martedì ecc.
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Alcuni nomi che terminano in e.
Esempio: ellisse, attrice, madre, carne, tosse.
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I nomi degli alberi, ma con numerose eccezioni.
Esempio: abete, pino, arancio, ciliegio, pero, ulivo sono di genere maschile. Vite, felce e tutti quelli che terminano in a (quercia, acacia ecc.) sono di genere femminile.
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I nomi di città, isole, regioni, stati.
Esempio: Bologna, Emilia, Sicilia, Italia.
Fanno eccezione: Piemonte, Lazio, Veneto, Abruzzo, Molise, Cairo, Madagascar, Belgio, Giappone ed altri.
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I nomi dei monti, dei laghi, dei fiumi, dei mari.
Esempio: il (monte) Rosa, il Garda, l’Iseo, l’Adriatico, il Mediterraneo.
Abbiamo anche in questo caso alcune eccezioni: la Marmolada, le Alpi, la Senna, la Stura, la Dora, le Ande.
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Molti nomi che terminano in i e ù.
Esempio: eclissi, crisi, metropoli, schiavitù.
Fanno eccezione: bambù, brindisi ed altri.
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dissabte, 1 de desembre del 2012
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